Tradizioni giapponesi: Obon festival

Siamo nel bel mezzo delle celebrazioni per lo Obon (お盆) o Bon (盆), ricorrenza giapponese per onorare i defunti. Nel 2018 infatti lo Obon si tiene tra il 13 e il 16 agosto. Vediamo in cosa consiste esattamente.

Lo Obon è una festività buddhista che commemora gli antenati defunti, il cui spirito torna momentaneamente ‘in visita’ ai famigliari. Per guidare gli antenati nel loro percorso i giapponesi appendono lanterne di carta (提灯 – chochin) fuori dalle abitazioni e nei templi, motivo per cui il festival è conosciuto anche con il nome di festival delle lanterne.

La settimana dello Obon, nonostante non sia considerata una festa nazionale, è uno dei periodi di ferie per i giapponesi, che dovrebbero utilizzare i giorni liberi a disposizione per recarsi sulle tombe degli antenati, pulirle e riordinarle, e fare offerte di cibo, oltre a riunirsi con il resto della famiglia; questo è quindi un periodo un po’ ‘nì’ per chiunque voglia muoversi in treno e in auto, anche perché i più giovani cominciano a sentire un po’ meno la ricorrenza e a sfruttare la settimana per una piccola vacanza.

Non bisogna dimenticare, comunque, che lo Obon è una festività per riunirsi con i famigliari: i giapponesi che vivono nelle grandi città o comunque lontani dai loro famigliari sfruttano questi giorni di pausa per godersi del tempo in famiglia e nel paese natale.

La scansione giornaliera dello Obon prevede attività specifiche in attesa degli spiriti dei defunti, durante il momentaneo transito e infine per aiutarli a ritornare nel luogo di riposo.

Prima di tutto, ci si appresta a ricevere gli spiriti dei defunti in visita: le abitazioni vengono pulite a fondo e decorate con fiori, lanterne e mukaebi (迎え火), ossia fuochi di benvenuto ottenuti bruciando alcuni fili di paglia. Vengono effettuate piccole offerte di cibi come riso, verdure e frutta, oltre che di dolci sia sugli altari domestici che al tempio. Il rituale del benvenuto prosegue portando le lanterne sulle tombe degli antenati, per facilitare gli antenati nel ritrovare la strada di casa.

Una delle attività più conosciute è la danza Bon Odori che, sebbene lo stile vari da regione a regione, è sempre accompagnata da musica con tamburi taiko: i partecipanti ballano formando un cerchio intorno a uno yagura (櫓やぐら), una piattaforma dove suonano i musicisti, mentre gli spettatori pian piano si uniscono alla danza di benvenuto per gli spiriti.

I rituali principali includono momenti di preghiera per la propria famiglia e di condivisione del cibo. Secondo la leggenda alla base dello Obon, Maha Maudgalyayana (Mokuren), discepolo di Buddha, ebbe una visione della madre defunta, sofferente nel regno degli spiriti affamati. Buddha gli consigliò di fare offerte di cibo per lo spirito della madre, in modo che potesse sfamarsi. Da qui viene l’usanza di offrire cibi come riso, verdure e dolci agli spiriti degli antenati per aiutarli a sopportare la loro afflizione.

Per chi partecipa ai festival locali, si possono trovare bancarelle con cibi tipicamente estivi come takoyaki, kakigori e dolci.

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Le lanterne ritornano in gioco alla fine dello Obon, quando hanno il compito di riaccompagnare gli spiriti nel loro luogo di riposo, dopo essere lasciate scivolare sulle acque di un fiume o un lago. Questo è il rituale dello okuribon, particolarmente spettacolare a Kyoto durante il Gozan no Okuribi (五山送り火) o Daimonji (大文字), che si terrà l’ultimo giorno, ovvero il 16. Il festival prevede l’accensione scaglionata di fuochi di diversa forma in diverse parti della città, la più famosa rappresentante il carattere dai (大 – grande). I fuochi verranno accesi a partire dalle 8 di sera a circa dieci minuti di distanza, per spegnersi mezz’ora dopo. Si crede che bere un bicchiere di sake o acqua in cui si riflettono i vari caratteri protegga dalle malattie.

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Featured Image: Fabian Reus

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