Asakusa: Lo Ichiyo Sakura Matsuri Kannon-ura e la leggenda della volpe nel quartiere Yoshiwara

L’Ichiyo Sakura Matsuri ad Asakusa Kannon-ura tiene ogni anno il secondo sabato di aprile, quando i fiori di ciliegio sono in piena fioritura, ed è dedicato alla varietà a doppio petalo yaezakura.

By Kondo Atsushi (originally posted to Flickr as OIRAN @ASAKUSA) [CC BY-SA 2.0]

L’Ichiyo Sakura Matsuri è uno dei tre grandi festival che si svolgono nella zona di Kannon-Ura, l’ex distretto di geisha di Asakusa: ogni anno la gente affolla l’Asakusa Komatsubashi-dori, fiancheggiata da alberi di ichiyo sakura, per godersi una varietà di spettacoli e mercatini delle pulci (sotto, la pianificazione e le informazioni di accesso). Il clou del festival è la processione delle oiran di Edo Yoshiwara, che mette in scena la grandiosa processione di cortigiane, le oiran appunto, Una vera rappresentazione della cultura Edo, questa processione coinvolge i residenti locali vestiti come oiran di vari ranghi, attendenti, cantanti tekomai e così via.

La cultura cortigiana sorse all’inizio del periodo Edo (1600-1868), quando i bordelli erano limitati ai quartieri di piacere, quartieri murati a una certa distanza dal centro della città, uno di questi era Yoshiwara a Tokyo (oggi corrispondente all’incirca al distretto dove si tiene il festival). Queste zone si trasformarono presto in veri e propri quartieri autosufficienti dove si poteva trovare ogni tipo di intrattenimento, dalla cena agli spettacoli, e spesso anche festival e parate.

By Kondo Atsushi (originally posted to Flickr as OIRAN @ASAKUSA) [CC BY-SA 2.0]
A Yoshiwara, solo le prostitute di alta classe venivano chiamate oiran, mentre il termine venne successivamente applicato a tutte, sebbene le oiran fossero soprattutto intrattenitrici, e alcune spesso diventavano vere celebrità fuori dal distretto del piacere: il loro stile, nella forma di moda e arte, crearono tendenze che si tramandano ancora oggi. Sebbene ci siano spesso riferimenti moderni a oiran come geisha, questi sono in realtà due termini che identificano ruoli diversi. In effetti, procedendo con l’era moderna, il formalismo troppo rigido e lo stile di intrattenimento delle oiran furono soppiantati dagli approcci meno formali – e spesso meno costosi – delle geisha, che verso la fine del 19° secolo avevano sostituito le oiran come compagne per ricchi uomini giapponesi. Il colpo di grazia alle oiran fu inflitto dalle circostanze economiche che seguirono la seconda guerra mondiale e dalle leggi anti-prostituzione negli anni ’60: le donne che vedete nelle parate sono attrici, la figura dell’oiran non esiste più oggi.

La processione mette in scena la passeggiata che le cortigiane usavano fare intorno al quartiere per scortare i propri ospiti, con la troupe e il cast che che recitano con l’aiuto di ballerini professionisti e makeup artist del teatro kabuki, parrucchieri, e costumisti.

Al punto di partenza della processione, l’oiran, con il suo outfit glamour del peso di circa 30 chilogrammi, si prepara a indossare i suoi alti e pesanti zoccoli di legno, preceduta dagli assistenti Kamuro, per aiutarla durante la processione e che più tardi si esibiranno con lei, e dal capo della processione, una geisha tekomai che canta. La parrucca dell’oiran e gli zoccoli geta hanno lo stesso peso (circa 7 kg l’uno) per mantenere la testa e i piedi in equilibrio. A differenza del kimono normale, indossa l’obi sashi davanti invece che dietro: è così che può mostrare il suo bellissimo obi, che altrimenti sarebbe coperto dal capo esterno.

By Kondo Atsushi (originally posted to Flickr as OIRAN @ASAKUSA) [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Quattro donne in attesa chiamate shinzo, che rappresentano le future oiran, la seguono mentre la processione procede lentamente. La processione termina vicino al palco principale, di fronte al quale l’oiran e le sue inservienti posano e si inchinano prima di andare nel backstage. Si esibiranno quindi brevemente, ma in modo spettacolare, sul palco, con uno sfondo dorato, musica col koto e danze che lo rendono un vero piacere visivo. Dopo lo spettacolo, la processione dell’oiran si ripete per il viaggio di ritorno e lo spettacolo è molto simile al primo.

Un’altra delle tante tradizioni del distretto di Yoshiwara è il Kitsunemai, o danza della volpe. La ragione della presenza delle volpi può derivare da una leggenda, in cui una volpe nera, discesa dal cielo, arrivò su un campo di riso a Yoshiwara di proprietà di un contadino, che in seguito costruì un santuario per l’animale, tradizionalmente un messaggero per il dio del riso, Inari. Pertanto, il dio volpe divenne il protettore del quartiere. Questo fatto, insieme a un’associazione fatta con la reputazione della volpe per l’inganno e la nota abilità ingannatoria delle cortigiane, ha ispirato soprannomi per l’oiran basati sulla volpe.

Programma del festival: il secondo sabato di aprile, ogni anno, dalle 10:00 alle 16:00, ad Asakusa nei dintorni di Komatsubashi-dori (a nord del Sensoji), Asakusa 4-chome, Senzoku, Taito-ku.

Accesso:
Linea Ginza, Stazione Asakusa
Linea Tobu Skytree, Stazione Asakusa
Linea Asakusa, Stazione Asakusa
Linea Hibiya, Stazione Iriya

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