5 fiori tipici del Giappone (Parte 2)

Ecco qui la seconda parte sui fiori tipici del Giappone! Sotto, il link alla prima parte e altri articoli sull’argomento.

紫陽花や帷子時の薄浅黄
ajisai ya katabira doki no usu-asagi
ortensie – è tempo per un kimono di lino di color azzurro
Basho

1. Il Glicine (藤 – Fuji)
Insieme ai fiori di ciliegio e di pruno, il glicine è uno dei fiori preferiti dai giapponesi, sia da ammirare sia da utilizzare nei giardini e nelle decorazioni. Inoltre, il glicine cresce nei pressi dei recinti di templi e santuari, e viene fatto crescere solitmente su graticci e pergolati di legno, cosicchè sia più facile ammirarne i fiori, magari leggermente mossi dalla brezza primaverile. A Tokyo, potete trovare dei bellissimi pergolati con glicine nei Giardini Est del Palazzo Imperiale a al Sensoji, dove trovate un’area ristoro con panchine, per un momento di pausa lontani dalla calca dei turisti. Infatti, uno dei motivi per cui il glicine viene fatto crescere su pergolati o archi è per sfruttare l’ombra creata dal ricco fogliame in estate. La tradizione di ammirare il glicine (oltre al più conosciuto hanami per i fiori di ciliegio) è cominciata a partire dal periodo Heian ed è diventata un’attività popolare sotto il governo e l’infliuenza del clan Fujiwara. Il glicine compare anche nello stemma della famiglia e il kanji si trova facilmente anche oggi in vari cognomi giapponesi. Il glicine più vecchio presente in Giappone è allo Ashikaga Flower Park, nella prefettura di Tochigi, a circa due ore da Tokyo. Il glicine più grande al mondo si trova invece nella Sierra Madre californiana.

2. La primula (桜草 – Sakurasou)
Un altro simbolo della primavera, del resto lo dice il nome, ciuffi di primule si trovano spesso in Giappone, dai giardini alle rive alle piccole aiuole cittadine. Molte varietà di primula sono originarie dell’Himalaya e per questo faticano a crescere in climi non umidi e freschi. Una leggenda giapponese narra la storia di un giovane conducente di cavalli da soma, che si guadagnava da vivere trasportando passeggeri che volevano superare le montagne. Il giovane aveva l’abitudine di svegliarsi presto per tagliare l’erba per il suo cavallo, e intanto cantava con la sua bellissima voce. Una sera, tornando dal lavoro, vide davanti a casa una bellissima ragazza che chiedeva ospitalità per la notte; il giovane, timidamente, le fece notare che non era una grande idea, anche perchè lui era povero e non aveva niente da offrirle. La ragazza, però, insistette e, appena entrata nell’abitazione, cominciò a pulire, rassettare e cucinare; alla fine, gli disse: “Deve essere triste vivere da solo: resterò più a lungo per aiutarti”. Così fece, divenne sua moglie e passò molti anni con il giovane. Una mattina, però, notando un bellissimo fiore tra l’erba che aveva messo nella mangiatoia del cavallo, il giovane volle chiamare la moglie per ammirarlo insieme. Nonostante l’avesse chiamata più volte a gran voce, la moglie non rispondeva. Entrando in casa, il giovane la trovò semisvenuta sul pavimento della cucina. “Ascoltavo le tue canzoni ogni mattina, e il mio sogno era sposarmi con un uomo con una voce così bella. Il mio sogno si è avverato, sono stata tua moglie e abbiamo vissuto felicemente. Ora devo dirti la verità: sono lo spirito che viveva nella primula che hai tagliato stamattina. Una volta tagliata la primula, la mia vita è finita, ma sono stata così felice di essere tua moglie. Grazie per tutto”. Dicendo così, divenne incosciente tra le braccia del marito e presto scomparve.
Nella varietà Primula sieboldii, la primula è stata popolare e coltivata in Giappone fin dal periodo Edo.

3. L’ortensia (紫陽花 – Ajisai)
Nonostante sia sempre stata utilizzata come pianta ornamentale, l’ortensia è considerata un’erba medica, in particolare per curare disturbi ai reni e, sebbene tossica, le foglie sono state impiegate in Giappone e Corea per preparare un tè molto dolce. Esistono qualità di ortensia coltivate per fini ornamentali, sia selvatiche, quest’ultime in gran numero: forse è per questo che l’ortensia non è stata inizialmente molto popolare, dal momento che si trovava comunemente in tutto il Giappone. Dopo un breve momento di successo durante il periodo Heian, la coltivazione su più ampia scala dell’ortensia partì solo dopo la seconda guerra mondiale, con l’introduzione di piante dagli Stati Uniti, per ionia della sorte, data la forte presenza della pianta in Giappone già da prima. Il colore cambia a seconda dell’acidità del terreno: se il pH è acido, l’ortensia ha un colore tendente al blu, altrimenti il colore è più simile al viola e rosa.

4. La malvarosa (葵 – Aoi)
Parlando ancora di insegne famigliari, le foglie della malvarosa (o malvone), si trovano su quello della famiglia Tokugawa, che aveva rifiutato il crisantemo imperiale per dimostrare il proprio supporto allo shogunato. Dal momento che nel VI secolo si riteneva che le foglie della malvarosa proteggessero dalle tempeste e dai terremoti, venne creato lo Aoi Matsuri per placare le divinità dei santuari Kamo: questo festival è uno dei più antichi e viene celebrato ancora oggi a Kyoto, nel mese di maggio. Per saperne di più sul festival, seguite il link sotto.

5. Il gelsomino (ジャスミン – Jasmin)
Profumatissimo e amato dai giardinieri proprio per questa caratteristica, il gelsomino è da sempre stato utilizzato in varie preparazioni. Profumi, medicamenti e tè, il gelsomino è particolarmente indicato in aromaterapia per ricreare uno stato che va dal benessere all’euforia, ma è anche ottimo per sentirsi rilassati. Il mio tè preferito è aromatizzato al gelsomino: contrariamente a quel che si pensa, il gelsomino viene inserito solo quando le foglie di tè sono già pronte, ovvero non viene infuso. I fiori di gelsomino vengono posti, ancora chiusi, insieme alle foglie del tè, rilasciando il loro profumo dolce man mano che i petali si aprono; l’intero processo può richiedere dalle quattro alle sei ore, terminate le quali i petali vengono spesso rimossi, poichè ormai hanno perso tutto il profumo, anche se a volte vengono lasciati per creare un bell’effetto cromatico.

Della stessa serie:
5 fiori tipici del Giappone (Parte 1)
5 cose da fare in Giappone in primavera

I festival di Kyoto (disponibile a breve)
I preferiti: I Giardini Est del Palazzo Imperiale di Tokyo

Featured image: photo credit: markkilner Primroses via photopin (license)

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