Ecco qui la seconda parte sui fiori tipici del Giappone! Sotto, il link alla prima parte e altri articoli sull’argomento.

紫陽花や帷子時の薄浅黄
ajisai ya katabira doki no usu-asagi
ortensie – è tempo per un kimono di lino di color azzurro
Basho

Glicine (藤 – Fuji)

Insieme ai fiori di ciliegio e di pruno, il glicine è uno dei fiori preferiti dai giapponesi per lo hanami e il giardinaggio. Inoltre, il glicine cresce nei pressi dei recinti di templi e santuari; di solito cresce su graticci e pergolati di legno, cosicchè sia più facile ammirarne i fiori, leggermente mossi dalla brezza. A Tokyo, potete trovare dei bellissimi pergolati con glicine nei Giardini Est del Palazzo Imperiale a al Sensoji. Andateci per un momento di pausa e sfruttate l’ombra creata dal ricco fogliame in estate.

Dal periodo Heian e sotto il clan Fujiwara la popolarità del glicine per lo hanami è cresciuta sempre più. Il fiore compare nello stemma della famiglia e il kanji si trova facilmente anche oggi in vari cognomi giapponesi.

Il glicine più vecchio presente in Giappone è allo Ashikaga Flower Park, nella prefettura di Tochigi, a circa due ore da Tokyo. Quello più grande al mondo si trova invece nella Sierra Madre californiana.

Primula (桜草 – Sakurasou)

Un altro simbolo della primavera, la primula trova spesso in Giappone, dai giardini alle rive alle piccole aiuole cittadine. Molte varietà di primula sono originarie dell’Himalaya e per questo faticano a crescere in climi non umidi e freschi. Nella varietà Primula sieboldii, la primula è stata coltivata in Giappone fin dal periodo Edo.

Una leggenda giapponese narra di un giovane conducente di cavalli da soma, che si guadagnava da vivere trasportando passeggeri sulle montagne. Il giovane era solito svegliarsi presto per tagliare l’erba per il cavallo, e intanto cantava con la sua bellissima voce. Una sera, tornando dal lavoro, vide davanti a casa una bellissima ragazza che chiedeva ospitalità per la notte; il giovane, timidamente, le fece notare che non era una grande idea, anche perchè lui era povero e non aveva niente da offrirle. La ragazza, però, insistette e, appena entrata nell’abitazione, cominciò a pulire, rassettare e cucinare; alla fine, gli disse: “Deve essere triste vivere da solo: resterò più a lungo per aiutarti”.

Così fece, divenne sua moglie e passò molti anni con il giovane. Una mattina, però, notando un bellissimo fiore tra l’erba per il cavallo, il giovane volle chiamare la moglie per ammirarlo insieme. Nonostante l’avesse chiamata più volte a gran voce, la moglie non rispondeva. Entrando in casa, il giovane la trovò semisvenuta sul pavimento della cucina. “Ascoltavo le tue canzoni ogni mattina, e il mio sogno era sposarmi con un uomo con una voce così bella. Il mio sogno si è avverato, sono stata tua moglie e abbiamo vissuto felicemente. Ora devo dirti la verità: sono lo spirito che viveva nella primula che hai tagliato stamattina. Una volta tagliata la primula, la mia vita è finita, ma sono stata così felice di essere tua moglie. Grazie per tutto”. Dicendo così, divenne incosciente tra le braccia del marito e presto scomparve.

Ortensia (紫陽花 – Ajisai)

Nonostante sia sempre stata utilizzata come pianta ornamentale, l’ortensia è considerata un’erba medica. In particolare cura disturbi ai reni, mentre le foglie sono utilizzate in Giappone e Corea per preparare un tè molto dolce. Oltre alle ortensie coltivate per fini ornamentali, ne esistono un gran numero di selvatiche. Forse è per questo che l’ortensia non è stata inizialmente popolare in Giappone, visto che si trovava dappertutto. Nonostante un breve successo nel periodo Heian, la coltivazione intensiva dell’ortensia partì solo dopo la seconda guerra mondiale. Il colore cambia a seconda dell’acidità del terreno; infatti se il pH è acido, l’ortensia ha un colore tendente al blu, altrimenti il colore è più simile a viola e rosa.

Malvarosa (葵 – Aoi)

Parlando ancora di insegne famigliari, le foglie della malvarosa (o malvone), si trovano su quello della famiglia Tokugawa, che aveva rifiutato il crisantemo imperiale per dimostrare il proprio supporto allo shogunato. Dal momento che nel VI secolo si riteneva che le foglie della malvarosa proteggessero dalle tempeste e dai terremoti, venne creato lo Aoi Matsuri per placare le divinità dei santuari Kamo: questo festival è uno dei più antichi e viene celebrato ancora oggi a Kyoto, nel mese di maggio. Per saperne di più sul festival, seguite il link sotto.

Gelsomino (ジャスミン – Jasmin)

Profumatissimo e amato dai giardinieri proprio per questo, il gelsomino è da sempre utilizzato in varie preparazioni. (profumi, medicamenti, tè). Il gelsomino è particolarmente indicato in aromaterapia per ricreare uno stato che va dal benessere all’euforia, ma è anche ottimo per sentirsi rilassati. Il mio tè preferito è aromatizzato al gelsomino: contrariamente a quel che si pensa, il gelsomino viene inserito solo quando le foglie di tè sono già pronte, cioè non viene infuso. I fiori di gelsomino vengono posti, ancora chiusi, insieme alle foglie del tè, rilasciando il loro profumo dolce man mano che i petali si aprono; l’intero processo può richiedere dalle quattro alle sei ore, terminate le quali i petali vengono spesso rimossi, poichè ormai hanno perso tutto il profumo, anche se a volte vengono lasciati per creare un bell’effetto cromatico.

Della stessa serie:
5 fiori tipici del Giappone (Parte 1)
5 cose da fare in Giappone in primavera

I preferiti: I Giardini Est del Palazzo Imperiale di Tokyo

Featured image: photo credit: markkilner Primroses via photopin (license)

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