Gemme nascoste: Santuario Azuma a Asakusa, Tokyo, & la leggenda del principe Yamato Takeru

E’ possibile che passiate sopra o vicino allo Azumabashi se decidete di salire sulla Skytree (東京スカイツリー) ad Asakusa, ma probabilmente pensavate fosse un ponte qualsiasi. Non avete ancora imparato che in Giappone non si fa nulla senza motivo? Non penso che molte guide turistiche vi racconteranno questa storia, che comprende il principe Yamato Takeru, quindi… lo faccio io, perchè ormai sapete che mi piace raccontare storie.

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Lo Azumabashi (吾妻橋) è uno dei ponti sul fiume Sumida. Costruito nel periodo Edo, gli fu presto affibbiato il soprannome di Higashibashi: da notare che i kanji di Higashibashi possono essere letti Azumabashi. Il nome Azuma deriva da un santuario shintoista nelle vicinanze.

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La zona qui intorno prende il nome da Ototachibana, moglie del leggendario principe Yamato Takeru (kanji 大和武尊 o katakana ヤマトタケル), figlio del re di Izumo, le cui gesta sono narrate nel Kojiki. Il padre, per cercare di calmarne la tempra violenta, decise di mandare il principe Yamato a sterminare i briganti che impazzavano in Kyushu, non appena raggiunta la maggiore età (all’epoca, sedici anni).
Dopo essere andato a omaggiare la dea del Sole Amaterasu, sua antenata, e dopo aver ricevuto la benedizione della zia sacerdotessa, la quale gli consegnò in dono una delle sue vesti, assicurandogli che gli sarebbe tornata utile nel viaggio, il principe Yamato, con moglie e soldati al seguito, partì. Durante il viaggio, il principe si rese conto che un agguato vero e proprio si sarebbe rivelato inefficace e decise di giocare d’astuzia. Si fece aiutare dalla moglie a indossare la veste della zia, ad acconciarsi i capelli e ingioiellarsi: lo specchio gli restituì l’immagine di una bellissima fanciulla. Così travestito, il principe Yamato entrò nella tenda dei capi dei briganti, i fratelli Kumaso e Takeru. Kumaso fu subito attratto da quella che sembrava una fanciulla timida e riservata e, dopo aver ripetutamente chiesto che gli fosse versato del vino, si prese una sbornia colossale. A questo punto il principe Yamato estrasse una spada e lo uccise, per passare poi al fratello, che stava scappando. Il brigante, prima di morire, chiese chi fosse quell’uomo, perchè pensava che lui e il fratello fossero gli uomini più forti dell’isola. “Il mio nome è Yamato e sono il figlio del re, che mi ha ordinato di sterminare i ribelli come voi”, rispose il principe. Al che il brigante replicò: “Allora permettimi di darti un nuovo nome: da oggi ti chiameranno Yamato Takeru, poichè sei l’uomo più valoroso di tutto il Paese”.

photo credit: kirainet 金沢 – Yamato Takeru statue via photopin (license)

Per non rendere questo articolo troppo lungo e siccome la storia di Yamato Takeru si intreccia a altre leggende giapponesi, vi rimanderò a un altro articolo, ma ora saltiamo qualche passaggio.

L’avventura che ci interessa in relazione a Azumabashi riguarda il sacrificio della principessa Ototachibana. Dopo anni di viaggio, la sua pelle era bruciata dal sole e le sue belle vesti rovinate e spesso infangate all’orlo. A questo si aggiungeva il fatto che il principe Yamato Takeru era tutto preso da battaglie varie e non c’era molto posto per la moglie nella sua vita. Mentre erano diretti a Kazusa, il principe Yamato Takeru si prese una gran sbandata per la principessa Miyazu, la quale, al contrario della moglie, aveva una pelle meravigliosa e vesti sempre in ordine. Tanto grande la sbandata che, prima di continuare il viaggio, il principe Yamato Takeru, con tutto il seguito (moglie compresa), andò ad omaggiare la principessa Miyazu e, in un impeto, le promise che sarebbe tornato e l’avrebbe sposata. Ciò nonostante, la principessa Ototachibana continuò a seguirlo fedelmente.
Poco dopo, il principe Yamato Takeru e il suo seguito si trovarono a dover attraversare uno stretto: l’ingenuità e l’arroganza ebbero la meglio. Il re del mare si infuriò per i commenti poco lusinghieri del principe e scatenò una violenta tempesta. Capendo qual era lo scopo ultimo della divinità, la principessa Ototachibana chiese al dio che, in cambio della propria vita, venisse salvata quella del marito e si tuffò in mare.
Il principe Yamato Takeru continuò il viaggio, dimenticandosi completamente della principessa Miyazu avendo sempre cara la memoria della moglie.
A un certo punto, si ritrovò a passare nella zona di Tokyo che oggi comprende Tachibana e Azuma: il panorama suggestivo, con il mare in lontananza, gli fece ripensare alla moglie. Il sentimento del principe Yamato Takeru fu talmente intenso che si mise a urlare: “Azuma, azuma, ya!”, cioè “Oh mia sposa, mia sposa!”. Il principe eresse quindi un cumulo sotto cui pose alcuni effetti personali della moglie: da qui nacque il santuario Azuma (吾嬬神社 – Azuma Jinja).
Oggi il santuario Azuma è piccolo, nascosto e poco conosciuto, rispetto a altri edifici nei dintorni e rispetto a un tempo. Azumabashi, invece, è decisamente frequentato e ha avuto una discreta fortuna negli anni: nonostante qualche danno durante alluvioni e incendi, ha sempre avuto fama di essere un ponte ben costruito. La struttura in legno è stata sostituita negli anni ’30 da quella attuale in calcestruzzo armato, ma il ponte è facilmente riconoscibile per il colore.
Insomma, oltre a visitare il Senso-ji, oltre a salire sulla Skytree (saliteci, ne vale la pena, ve ne parlerò), fate un giretto a cercare il santuario.

Come arrivare al santuario Azuma: Hanzomon Line o Asakusa Line fino alla stazione di Oshiage, poi a piedi per una ventina di minuti circa.
Potete decidere di passare la giornata ad Asakusa e visitare Senso-ji, Azumabashi, Skytree e santuario Azuma. Secondo me è un tour de force, ma vedo sempre tanti turisti fare cose simili. Magari potreste prenotare i biglietti per la Skytree o non salirci, anche se sarebbe davvero un peccato!

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