Realtà giapponesi: i konbini

I konbini, o convenience stores giapponesi, sono un’invenzione meravigliosa. Aperti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, i konbini offrono una miriade di prodotti e servizi, con la comodità di averne almeno uno vicino a casa.

In Giappone ci sono più di 50000 konbini, la maggior parte di proprietà delle grandi catene (7-Eleven, Lawson, FamilyMart, solo per nominare le più popolari) ed è vero che si trovano come i funghi. Non sono una prerogativa delle città, ma facilmente troverete almeno un konbini anche nei paesi più piccoli. Certo, per la spesa di tutti i giorni ci sono i supermercati, ma se manca qualcosa in casa, vi siete dimenticati o semplicemente sapete di trovare qualche prodotto sfizioso, andate al konbini. Pratico e veloce. Ripeto, i konbini sono un’invenzione meravigliosa.

photo credit: Yuya Tamai 2014-03-20 23.09.41 via photopin (license)

Ma quando e come sono nati i konbini?
Negli anni ’70, durante il boom economico. Nel 1971 un gruppo di impiegati di una catena di supermercati giapponese si recò negli Stati Uniti per studiare nuove strategie di vendita. Qui scoprirono ben presto i convenience store e i loro metodi di vendita e cercarono di carpirne i segreti del successo. Il passo successivo fu quello di proporre contratti, che andarono a buon fine, seppure le condizioni poste dai colleghi americani fossero piuttosto rigide: l’apertura di un determinato numero di negozi entro un determinato periodo e una larga fetta di profitto alla casa madre.
Non appena tornati in Giappone, cominciarono a assemblare team di lavoro. Le indicazioni americane, però, erano vaghe e molto basilari, così i giapponesi dovettero un po’ arrangiarsi, soprattutto per quanto riguardava le tecniche di marketing, posizionamento e vendita.
Uno dei problemi più grossi fu trovare un negozio già esistente o un terreno dove costruirne uno nuovo: fortuna volle che il padrone di un negozio di liquori a Toyosu, Koto Ward, fosse interessato al progetto dei konbini, dando disponibilità a convertire business. Il negozio era piccolo e non c’era molto intorno, ma la scommessa era fatta e, ben presto, il primo konbini, con una scelta di circa 300 prodotti, vide la luce del Sole.
Evidentemente, la curiosità è umana e, già poco dopo l’apertura, cominciarono ad arrivare clienti, molti di più di quelli che frequentavano il negozio di liquori. Non era abbastanza. C’erano troppe spese, l’elettricità, gli stipendi, i guadagni per la società americana, i costi per rifornirsi e le perdite dovute a prodotti invenduti. Questi ultimi potevano anche un altro problema, in quanto riempivano il magazzino, con conseguente impossibilità di ordinare i prodotti più popolari. Se manca lo spazio, crealo: l’idea fu quella di aprire altri negozi nelle vicinanze, cercando di variegare la merce, tenendo in ordine i magazzini. Si cominciò anche a studiare le abitudini dei clienti, che preferivano determinati prodotti o determinate quantità: ben presto le indicazioni americane vennero sostituite da nuove, più specifiche e create dall’esperienza.
All’inizio degli anni ’90, la società americana subì un crollo finanziario: la situazione fu risolta adottando le metodologie e il sistema giapponese, che venne poi esportato in altre parti del mondo.

Perchè così tanti konbini di catene diverse così vicini uno all’altro?
Ogni konbini ha i propri punti di forza e un determinato tipo di clientela. Per esempio, alcuni konbini si focalizzano sulla cura della persona, il benessere, la dieta, altri offrono prodotti per mamme e bambini, oltre a spazi gioco, relax e socializzazione. Alcuni konbini vendono prodotti unici della catena a cui appartengono, diversi tipi di bentō o bibite e snack. Il vantaggio di averli tutti vicini è che puoi comprare varie cose in ognuno senza muoverti molto. Alcuni konbini hanno delle aree attrezzate con tavolini (o almeno una panchina fuori), dove potete fermarvi a mangiare, perchè ricordatevi che non si mangia per strada!

photo credit: MackaColorinche Konbini life via photopin (license)

Quali servizi offrono i konbini?
Nonostante la maggior parte dei prodotti sia costituita da cibi vari, freschi, pronti o surgelati, e prodotti vari di cui sopra e altri, potete fare molte cose in un konbini. Pagare le bollette, comprare elettrodomestici, acquistare biglietti per eventi e concerti, fare fotocopie, spedire fax, stampare foto e documenti, ricevere pacchi, andare in lavanderia, farvi consegnare la spesa a domicilio se avete problemi a muovervi o portare pesi, utilizzare gli ATM.
Per tutti questi motivi, i konbini sono diventati un punto di riferimento nella società giapponese.

Quali sono le problematiche dei konbini?
Restando aperti tutto il giorno tutti i giorni, il consumo di elettricità è considerevole.
Nonostante il via vai di clienti, spesso accade che ci siano sprechi di cibo, specialmente tra i prodotti preconfezionati, come i bentō, il cui prezzo viene abbassato se non vengono venduti entro una certa ora. Questo perchè il cibo viene preparato fresco ogni giorno, per essere sicuri di offrire prodotti meno cari, ma comunque di qualità.

Per la terza e ultima volta, i konbini sono un’invenzione meravigliosa!

 

 

Della stessa serie, Realtà giapponesi: gli idol.

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