5 fiori tipici del Giappone (Parte 1)

Solo fiori di ciliegio in Giappone? Ma no! Questi sono cinque fiori tipici del Giappone, con un po’ di storia e tradizione. Escluso il numero tre, gli altri possono essere nomi femminili.

「花は桜木人は武士」

1. Fiore di ciliegio (桜 – Sakura)
Non ho mai detto che non ci sarebbe stato, anche perchè sarebbe illogico saltarlo.
Lo sapete, i fiori di ciliegio sono dappertutto in Giappone: dove vi girate girate, troverete delle rappresentazioni di ciliegi in fiore, da interi rami a qualche bocciolo o petalo che vola nella brezza. Io ho un sacco di cose su cui è riprodotto il fiore di ciliegio, anche perchè adoro il rosa: sulla bento box, sulle custodie dei telefoni, sui portachiavi, sui ventagli, etc…
Il fiore di ciliegio, così come la foglia, è commestibile: vi rimanderò a un articolo più primaverile sull’argomento, tra qualche mese.
Nel corso dei secoli, è diventato il fiore d’elezione per lo hanami, anche se non è l’unico, specialmente le persone più anziane fanno hanami anche sotto i pruni o i glicini.


Il fiore di ciliegio se ne sta anche nel motto dei samurai, scritto qui sopra, hana wa sakuragi hito wa bushi – tra i fiori il fiore di ciliegio, tra gli uomini il guerriero. Questo perchè il fiore di ciliegio esprime perfettamente i sentimenti che governano la vita di un guerriero: gloria sfolgorante in battaglia, ma passeggera; ovvero, fioritura mozzafiato, ma di breve durata. In tempi più recenti, invece, il fiore di ciliegio è stato utilizzato nella propaganda militare durante la seconda guerra mondiale. I piloti tenevano in cabina dei petali o piccoli rami di ciliegio e fiori di ciliegio venivano dipinti sulle fusoliere degli aerei, a significare che, proprio come i fiori di ciliegio, i soldati avrebbero fatto il proprio dovere in battaglia, per poi cadere come i petali dei fiori.

2. Il crisantemo (菊 – Kiku)
Quando vedi i crisantemi, vuol dire che è arrivato l’autunno. Esistono circa millecinquecento varietà di crisantemo in Giappone, ognuna con forme e colori diversi, il modo migliore per ammirarli è durante le esibizioni.
In Giappone, il crisantemo è considerato simbolo di vitalità e lunga vita, proprio per il fatto di sbocciare in autunno durante i primi freddi, e in passato è stato adottato come raffigurazione principale negli stemmi delle famiglie aristocratiche e samurai, oltre che della famiglia imperiale. Oggi lo si trova anche sui passaporti, a simboleggiare l’intero Stato.
Seppure nato come fiore d’uso principalmente nei funerali, oggi è utilizzato per qualsiasi occasione; anche il crisantemo, come il fiore di ciliegio, viene sfruttato in cucina, da solo (per esempio in tenpura) o per accompagnare altri piatti.
Il crisantemo viene per lo più apprezzato nelle esibizioni, come già detto, nei giardini e durante i festival. Esistono parecchie tecniche di crescita per far sviluppare il fiore in determinate forme, ma la più popolare è la choji, ovvero quando i petali del crisantemo crescono incurvati verso l’alto e l’interno, dando al fiore una forma tondeggiante che richiama quella della Luna piena. Nelle esibizioni, poi, i crisantemi così formati vengono arrangiati a gruppi di tre, con il fiore centrale leggermente più alto dei due laterali. Questa composizione vuole rappresentare il rapporto e il legame degli esseri umani con la natura: il crisantemo centrale simboleggia il cielo (o il paradiso), quello a destra l’umanità e quello a sinistra la Terra.

3. Il garofano (カーネーション – Kānēshon)
In Giappone il garofano è il simbolo della festa della mamma: mazzi di garofani rossi vengono regalati, insieme a piccoli presenti, uniti a gesti universali, come cucinare per la mamma o riordinare casa al suo posto. Infatti, a differenza di quel che accade in Europa, il garofano rosso simboleggia purezza e dolcezza.
La coltivazione del garofano è stata introdotta in Giappone nel 1909 con semi provenienti dagli Stati Uniti, sommandosi nel tempo alla produzione mondiale, una delle più floride.
Se siete appassionati di TV e/o di storia giapponese, qualche anno fa è andato in onda sulla NHK un asadora intitolato proprio Carnation (=garofano in inglese), che racconta la vita della stilista giapponese Koshino Ayako, madre delle a propria volta stiliste e designer Hiroko, Junko e Michiko.

4. La peonia (牡丹 – Botan)
Originariamente non pensavo di includerla, ma è uno dei miei fiori preferiti. Ne ho sempre avute e le ho riscoperte grazie a Gossip Girl – sono il fiore preferito di Blair.


Anche la peonia è un fiore non originario del Giappone, ma è stata importata dalla Cina da monaci buddhisti e utilizzata inizialmente per le proprietà medicinali. Troverete peonie nei pressi di molti templi e santuari giapponesi: una delle passeggiate più facilmente raggiungibili dai turisti è quella allo Hase-dera di Nara. Se volete spingervi leggermente fuori dai percorsi turistici, trovate bellissime coltivazioni di peonie nelle prefetture di Shimane (Yuushien Garden, per esempio) e Niigata. Non vi preoccupate se non capitate in questi posti in primavera, perchè la maggior parte dei giardini ha anche varietà invernali di peonia: la fioritura è ritardata apposta e le trovate sotto ripari di paglia.


La consuetudine di utilizzare la peonia nei tatuaggi deriva da alcuni dipinti ukiyo-e in cui giocatori d’azzardo venivano rappresentati col tatuaggio bene in vista; da qui, la peonia tatuata simboleggia un modo di fare mascolino, unito a poca attenzione per le regole, l’amore per il rischio e il non pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Sempre nei tatuaggi, ma non da sola, la peonia serve a mitigare la forza dell’altro elemento (di solito un leone), per ottenere un tatuaggio che simboleggi il rapporto tra Ying e Yang. Invece, se utilizzata in rappresentazioni floreali o pittoriche, la peonia è un simbolo di buon auspicio che si identifica con la nobiltà d’animo. Non confondete!

5. La camelia (椿 – Tsubaki)
La leggenda giapponese più famosa che comprende la nascita della camelia è quella di Yamata no Orochi, il demone a otto teste, che ogni anno divorava una ragazza offerta in sacrificio. Il dio Susanoo promise che, se avesse potuto sposare la principessa Inada, avrebbe salvato il paese preso di mira dal mostro. Si narra che, dopo la lotta, il dio avesse appoggiato la spada insanguinata sull’erba, in un punto in cui nacquero dei fiori bianchi chiazzati qua e là di rosso: le camelie, appunto, a simboleggiare tutte le giovani sacrificate a Orochi.
Nonostante la camelia fosse apprezzata molto dall’aristocrazia giapponese, non sempre il fiore ha assunto connotazioni positive per la classe dei samurai: i samurai tendevano a non amare molto la camelia, perchè, al contrario dei fiori di ciliegio, i cui petali si disperdono a poco a poco nel vento, i petali della camelia si staccano contemporaneamente, cadendo al suolo, quando il fiore appassisce, simboleggiando la vita prematuramente spezzata.
Una varietà interessante di camelia è la meoto-tsubaki, costituita da due radici e un unico tronco, che, per quante volte possa appassire, riscrescerà sempre in questo modo. Questa camelia rappresenta la coppia, ovvero due corpi, ma un unico spirito. Si può trovare a Matsue, nella prefettura di Shimane, al santuario Yaegaki-jinja, dedicato al dio Susanoo e alla principessa Inada, famoso per la divinazione e la capacità di favorire gli incontri. Vi rimando a un altro articolo su Shimane e il suo essere famosa per relazioni e matrimoni.

Della stessa serie:
5 fiori tipici del Giappone (Parte 2)
5 cose da fare in Giappone in primavera

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