La storia di Amore e Psiche

La storia di Amore e Psiche mi è sempre piaciuta tanto, fin dal liceo, quando “spulciavo” i libri di letteratura greca e latina alla ricerca di qualcosa di divertente da leggere e che ovviamente non fosse da studiare. Invece trovo che la scultura di Canova esprima tutta la dolcezza e la tenerezza che c’è tra i due protagonisti.

Le Metamorfosi di Apuleio sono l’unico romanzo di ambito latino pervenutoci integralmente; in undici libri, si narra la vicenda del protagonista, Lucio, trasformatosi accidentalmente in asino, che, dopo parecchie avventure e prove, riesce a tornare uomo e diventa sacerdote dei misteri di Iside e Osiride.

La favola di Amore e Psiche si colloca al centro del romanzo, da IV 28 a VI 24: essa viene narrata da una vecchia a Carite, una fanciulla rapita prima delle nozze, che Lucio incontra nel covo dei ladroni dopo una serie di peripezie.

Un re aveva tre figlie, la minore delle quali, Psiche, era considerata da tutti ancor più bella di Venere e fatta oggetto di onoranze divine, tanto da far ingelosire la dea: Venere, come punizione, getta sul regno una pestilenza, il cui rimedio è dato dall’oracolo di Apollo e prevede che Psiche venga esposta su una rupe. Amore dovrebbe fare in modo che un mostro si innamori della principessa, invece sbaglia mira ed è lui stesso ad innamorarsi di Psiche. Quindi il giovane dio la conduce in un palazzo e la sposa, senza rivelarle la propria identità e negandosi anche alla sua vista. Dopo un po’ Psiche comincia ad avere nostalgia della sua casa e convince Amore a farle incontrare le sorelle. Queste, invidiose della ricchezza e della felicità di Psiche, instillano nella sorella il dubbio che il marito non si mostri a lei perché in realtà ha un aspetto ripugnante e mostruoso. Così Psiche, istigata, decide di seguire il consiglio delle sorelle e, mentre Amore sta dormendo, alla luce di una lampada e armata di un coltello, ella viene meno alla parola data e e lo guarda, scoprendo di aver sposato una divinità. Psiche resta incantata a guardare Amore, ma una goccia d’olio bollente lo scotta, così si sveglia e abbandona la moglie.


photo credit: Claudia De Facci Psiche ravvivata dal bacio di Amore, A. Canova – Musée du Louvre via photopin (license)

Dopo essersi vendicata delle sorelle, di cui provoca la morte, Psiche viene perseguitata da Venere, che, adirata con la giovane, la sottopone a una serie di durissime prove: suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali, raccogliere la lana d’oro di un gruppo di pecore, raccogliere acqua da una sorgente che si trova nel mezzo di una cima tutta liscia e a strapiombo. Psiche, affranta, viene aiutata da animali, piante e cose a superare le prove, finché viene mandata negli Inferi a chiedere a Persefone un po’ della sua bellezza; sebbene riesca a superare la prova, sulla via del ritorno una Psiche incuriosita decide di aprire il dono della dea, che si rivela essere il sonno profondo e che subito l’assale. Riesce a consegnare il dono a Venere solo grazie ad Amore, che la sveglia, per poi recarsi da Giove: il padre aduna il consiglio degli dèi e riesce a risolvere la questione. Amore, secondo i riti sacri, può effettivamente sposare Psiche diventata dea.

La favola termina con un grande banchetto a cui presenziano tutti gli dèi e dal matrimonio nasce una figlia, Voluptas (Piacere o Diletto).

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